|
01
La cultura di Mameli è classica ed è forte
in lui il richiamo alla romanità. L'Italia, ormai pronta
alla guerra contro l'Austria, si cinge la testa, in senso
figurato, (s'è cinta la testa) con l'elmo dell'eroico
generale romano Publio Cornelio Scipione, detto poi l'Africano, (Scipio) che nel 202 a.C.
sconfisse il generale cartaginese Annibale nella famosa battaglia di
Zama (nella attuale Algeria), riscattando così la precedente
sconfitta di
Canne e concludendo la seconda guerra punica. Dopo la disfatta, Cartagine
sottoscrisse il trattato di pace con Roma per evitare la totale
distruzione.
02
Qui l'autore si riferisce al fatto che la Dea
Vittoria fu già schiava di Roma per volere divino, ed ora la
invita ad inchinarsi alla nuova
Italia ed a Roma (le porga la chioma).
03
La coorte era la decima parte della Legione
Romana.
04
Mameli sottolinea il fatto che l'Italia non
è unita. All'epoca infatti (1848) era ancora divisa in sette
Stati.
05
Mameli manifesta la sua speranza (speme)
che
l'Italia si raccolga attorno ad una unica Bandiera perchè l'ora
di fondersi assieme è già suonata.
06
Qui l'autore, mazziniano e repubblicano
convinto, traduce il disegno politico di amore ed unione di
Giuseppe Mazzini, creatore della "Giovine Italia" e
della "Giovine Europa".
07
Il verso "Uniti per Dio" in
alcune versioni appare come "Uniti con Dio",
per non essere confusa con l'espressione popolare e quasi blasfema
"per Dio" ancora oggi in uso nel linguaggio
popolare italiano. Nel poema però il verso è derivato da
un
francesismo che significava "da Dio" o "attraverso
Dio".
08
In questa strofa, Mameli ripercorre sei secoli di lotta contro il dominio straniero.
Anzitutto, la battaglia di Legnano del 1176, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa
(ovunque è Legnano). Poi, l'estrema difesa della Repubblica di Firenze, assediata dall'esercito imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il capitano Francesco Ferrucci
(ogn'uom di Ferruccio ha il cor, la mano). Dieci giorni prima della capitolazione
di Firenze
(2 agosto) egli aveva sconfitto le truppe nemiche a
Gavinana. In Firenze fu ferito, catturato ed ucciso da Fabrizio Maramaldo, un italiano al soldo
dello straniero, al quale rivolge le parole d'infamia divenute celebri "Tu
uccidi un uomo morto".
09
La figura di Balilla
(I bimbi d'Italia si chiaman Balilla), sebbene non accertata storicamente, rappresenta il simbolo della rivolta popolare di Genova contro
gli austro-piemontesi. Dopo cinque giorni di lotta, il 10 dicembre 1746 la città è finalmente libera dalle truppe austriache che l'avevano occupata e vessata per diversi mesi
.
Il verso "Il suon d'ogni squilla i Vespri suonò"
invece si riferisce al fatto accaduto la sera del 30 marzo 1282,
quando tutte le campane della città di Palermo chiamarono il popolo
ad insorgere contro i Francesi di Carlo d'Angiò, e quelle
giornate di lotta furono chiamate I Vespri Siciliani.
10
L'Austria era in declino e le truppe
mercenarie (le spade vendute) apparivano deboli come
giunchi (son giunchi che piegano). Con questa strofa
Mameli lo sottolinea fortemente tanto che in origine fu censurata dal governo piemontese.
11
L'Austria, assieme alla Russia (il cosacco), aveva crudelmente smembrato la
Polonia (bevè col cosacco), ma il sangue dei due popoli
oppressi (il sangue d'Italia, il sangue Polacco) si fa veleno che dilania il cuore della nera aquila d'Asburgo.
|