|
L'azione
si svolge in Calabria presso Montalto, il giorno
della festa di Mezzagosto nel 1865. Nella piazza del
paese arriva una pittoresca compagnia di attori che
dovrà rappresentare lo spettacolo "Pagliaccio". La
compagnia è formata da Canio, capocomico, Nedda, la
sua giovane moglie e dagli altri due attori Peppe ed
il deforme Tonio. Mentre i contadini festanti,
arrivati da tutta la zona, circondano la carretta
che trasporta la sgangherata compagnia, Canio,
percuotendo una grancassa, annuncia che lo
spettacolo avrà luogo alle ore ventitré. Nedda
intanto è preoccupata, inquieta, perchè ama
segretamente Silvio, un giovane del luogo che la
convince a fuggire con lui durante la notte, dopo
aver terminato lo spettacolo. Ma Tonio ha ascoltato
tutto di nascosto e va ad avvertire Canio, che
sopraggiunge, ma Silvio riesce a fuggire. Canio
affronta Nedda e, con la minaccia di un coltello, le
impone di rivelare il nome dell'amante. Nedda
rifiuta, Canio sta per ucciderla, ma Peppe riesce a
fermarlo, lo calma, e lo convince a prepararsi visto
che il pubblico sta per arrivare e lo spettacolo
deve cominciare. I commedianti entrano nel teatrino,
mentre Canio è sconvolto al pensiero di dover far
ridere il pubblico in un momento in cui è in preda
alla più profonda disperazione. Il pubblico,
compreso Silvio, comincia ad arrivare nel teatrino
che è stato montato e prende posto per assistere
alla rappresentazione. Dal teatro esce Nedda che,
negli abiti di Colombina, gira fra il pubblico col
piatto per incassare il prezzo delle sedie. Si
avvicina anche a Silvio e gli rinnova l'impegno per
la fuga. Finalmente si alza il sipario. La commedia
non fa altro che rappresentare quanto è realmente
successo nella prima parte dell'opera. Colombina (Nedda)
passeggia nervosamente visto che è in attesa dell'amante,
Arlecchino (Peppe). Sente che canta una tenera
serenata, ma non può farlo entrare fino a quando non
è sicura che lo sposo Pagliaccio (Canio) sia lontano.
Lei, appena saputo che Pagliaccio è lontano, fa
entrare Arlecchino. I due amanti si siedono a tavola
e lui propone a lei di fuggire insieme.
Improvvisamente arriva Taddeo, annunciando con urla
che Pagliaccio sta tornando, schiumante di rabbia.
Poi si nasconde, mentre il pubblico si diverte e
ride. Arlecchino scappa dalla finestra. Pagliaccio
entra furioso, aggredisce Colombina chiedendole il
nome dell'amante. Canio, ormai impazzito per la
gelosia che realmente prova, dimentica la finzione
della commedia e minaccia di uccidere con un
coltello Nedda se non svela il nome dell'amante. Il
pubblico è affascinato dalla recitazione
particolarmente realistica, ma Silvio sospetta che
non si tratti più di finzione e tenta di salire sul
palco mentre Canio colpisce a morte Nedda malgrado
lei tenti di fuggire. Nedda chiede aiuto a Silvio e
Canio, che ora ha capito chi è l'amante della moglie,
lo colpisce al cuore. Alcuni spettatori salgono sul
palco e bloccano Canio, mentre Tonio, cinicamente,
si rivolge al pubblico sbigottito: "la commedia è
finita." |